Corso estivo di Organo e Cembalo

PRESENTAZIONE DEL CORSO
La letteratura cembalo-organistica
Con questo primo Corso Estivo di Organo e Clavicembalo si intende offrire agli studiosi del settore la
possibilità di approndire determinati argomenti in un lasso di tempo breve ma concentrato. La caratteristica
che distingue questo dai classici corsi o masterclass musicali è la duplicità dell’oggetto di studio (due
strumenti: l’organo e il clavicembalo) e, allo stesso tempo, l’unicità d’intenti: l’interpretazione ideale dello
stesso brano su due mezzi espressivi differenti. Tutto questo viene reso possibile da un’ambientazione unica,
artisticamente parlando: la città di Tarquinia, antico centro etrusco e poi medievale, con le sue vie e i suoi
edifici pregni di storia. Le sue chiese conservano organi preziosi ereditati da un passato musicalmente ricco:
tre provenienti del XIX secolo, di cui uno in attesa di restauro, e uno di recente costruzione a trasmissione
integralmente meccanica. A questi strumenti verrà affiancato un clavicembalo e una spinetta, per
un’immersione totale nello studio della musica antica.
L’epoca barocca è contraddistinta da un vasto repertorio strumentale ambivalente, per non dire
polivalente. Molti compositori, infatti, indicavano in partitura la possibilità di eseguire la loro musica su
diversi strumenti. Una pratica molto diffusa in tutta Europa, già a partire dal Rinascimento. Il compositore
spagnolo Venegas de Henestrosa, per esempio, nel 1557 intitolava la sua opera “libro de cifra nueva para
tecla, harpa o vihuela”, che significa che poteva essere suonata indifferentemente su uno strumento a tastiera
(quindi organo, cembalo o clavicordo), un’arpa o una chitarra (o liuto). Lo stesso fecero compositori italiani
come Cavazzoni, Antegnati, Merulo, Merula, Frescobaldi, Gabrieli, Trabacci, Majone, Zipoli, Pasquini,
Rossi, Della Ciaja, Martini, Galuppi, Pescetti, Scarlatti. Frescobaldi, che fu uno dei primi a distinguere i
brani organistici da quelli cembalistici, nei due libri di Toccate indica solo in alcuni casi la specifica
destinazione all’organo. Lo stesso Bach in molti casi non fornisce indicazioni precise per le sue
composizioni. Il cosiddetto “Clavicembalo ben temperato”, per esempio, è una traduzione scorretta del titolo
originale che recita: “Wohltemperierte Clavier”, dove la parola “clavier” ha il significato di “tastiera”. Oggi,
infatti, la filologia ha reso possibili le esecuzioni più disparate di alcune sue opere, in cui lo stesso brano
viene suonato tanto sul cembalo quanto sull’organo, quando non sul clavicordo (si dice fosse il suo strumento
prediletto) o addirittura sul pedalcembalo (pedalflügel, un clavicembalo con la pedaliera come l’organo) o sul
claviorgano (una doppia tastiera, organo positivo e clavicembalo che possono essere unite o separate, e una
pedaliera). Anche per l’accompagnamento di altri strumenti, cantanti o ensemble, ossia per quella pratica
chiamata “basso continuo”, poteva essere usato tanto l’organo come il clavicembalo, se non tutti e due allo
stesso tempo. Inoltre, quando si trova l’indicazione “Basso per l’organo” sulla parte del basso continuo in un
concerto o una sonata, la parola “organo” deve essere letta nella sua antica accezione latina o greca e cioè
“strumento”, uno strumento polifonico capace di realizzare le armonie richieste dalle cifre apposte sulle note
del basso. Quindi va bene l’organo, il cembalo, il liuto, la tiorba, l’arpa, ecc.
Le ragioni di questa ambiguità possono essere ricercate nella stretta parentela che intercorre tra
l’organo e il cembalo (polifonia, comunanza di tecnica manuale/pedale, diteggiature comuni, tocco, ecc.), ma
anche in qualcosa di più prosaico: la possibilità di raggiungere più compratori sul mercato. Fatto sta che lo
stesso brano, eseguito su l’uno o l’altro strumento, acquista un fascino completamente diverso e lascia
scoprire degli aspetti inediti e inaspettati.
Ovviamente, per riuscire a tirare fuori al meglio questi aspetti bisogna conoscere bene la tecnica di
ambedue gli strumenti, il linguaggio musicale dell’epoca e il modo corretto di esegire le stesse note/accordi
tanto su uno quanto sull’altro strumento. Tre aspetti che saranno tema di studio del presente corso e
scandiranno ogni lezione.
Ci sono diverse testimonianze che gettano un po’ di luce su questo argomento: prima fra tutte è
quella di Girolamo Diruta (1554-1610 ca.), il quale nel suo trattato “Il Transilvano” dà delle indicazioni
molto precise sul “modo di sonar Organi” e sul “modo di sonar musicalmente nell’istrumenti da penna”. Poi
ci sono alcune importanti indicazioni in partitura, come quella che Alessandro Scarlatti (1660-1725) appone
sulla sua “Toccata per Organo, e per Cembalo, dov’e arpeggio su l’Organo e Tenuta, e dov’e tenuta su
l’Organo su il Cembalo s’arpeggia”.
Luca Purchiaroni

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Il concorso è organizzato allo scopo di promuovere attività musicali giovanili, stimolare la composizione di nuovi brani inediti e di incentivare l’aggregazione giovanile per favorire la valorizzazione di talenti emergenti.

Possono partecipare Gruppi Musicali di età compresa tra i 14 e i 35 anni.

CLICCA QUI PER VEDERE IL REGOLAMENTO ED ISCRIVERTI 

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Da Febbraio l’officina dell’Arte ospiterà i laboratori di Scientificamente! 
Ogni sabato dalle 11.00 alle 12.30… Chimica, Fisica e Biologia non saranno mai state così divertenti!

Questi laboratori stimolano l’osservazione diretta e l’apprendimento di concetti scientifici attraverso l’emozione della scoperta e la sorpresa dell’esperimento. Fanno vivere ai bambini l’esperienza di far scienza in prima persona. Forniscono ai bambini un’occasione per prendere confidenza con l’indagine della realtà attraverso il metodo scientifico.

Info e prenotazioni: tel. 0766 858597 – cel. 3247968513 – oppure al linkhttp://scientifica-mente.weebly.com/contatti.html

Questi laboratori stimolano l’osservazione diretta e l’apprendimento di concetti scientifici attraverso l’emozione della scoperta e la sorpresa dell’esperimento. Fanno vivere ai bambini l’esperienza di far scienza in prima persona. Forniscono ai bambini un’occasione per prendere confidenza con l’indagine della realtà attraverso il metodo scientifico.

Ascolti, sguardi e sorrisi.

Pagine a ColoriPer un solo anno, dal 2007, abbiamo interrotto il  divertito gesto di sfogliare accattivanti pagine a colori. Occhi chiusi, orecchie attente e sensibili, riflessioni ricche di propositi e nutrite di abbondante immaginazione,…più o meno la pausa ha significato questo. Ne è nato un sorriso, compiaciuto e convinto, che è lo stesso con cui annunciamo l’edizione 2013 di PAGINEACOLORI, proponendo al nostro pubblico un’anteprima tutta da ascoltare. La formula ascolti, sguardi e sorrisi  riassume infatti la progressione con cui si sviluppa il progetto di quest’anno.

In queste tre giornate di anteprima  offriremo spazi di ascolto, momenti preziosi in cui la nostra curiosità rispetto ai temi della lettura e della letteratura per ragazzi sarà sollecitata dalla presenza di ospiti che ci parleranno, di voci e note da interpretare, di stimoli finalizzati a comprendere e sperimentare quanto e come l’ascolto si ponga, di fatto, come il primo atto di accoglienza e di  disponibilità a capire, esprimere e  comunicare.

La mostra di Illustrazione, nucleo centrale di PAGINEACOLORI, che si svolgerà in ottobre, è invece il momento dello sguardo…( incanto degli occhi), pregustato attraverso le attività e gli incontri che costituiscono il programma dell’anteprima.

Tale contesto ci offrirà peraltro l’ occasione di illustrare l’ampiezza di un progetto quanto mai articolato e di soffermarci anche sul significato più profondo del tema a cui si ispireranno i nostri sguardi e i nostri  ascolti: il sorriso, declinato in tutte le sue forme, ma inteso soprattutto  come manifestazione di piacere e benessere, come reazione emotiva profonda suscitata dalla bellezza, come effetto prodotto dall’ascolto di un testo, di una voce che  racconta o che canta, di una musica,  e infine dalla lettura e dalla fruizione di un’immagine che ci parla.

Questa riflessione mi è apparsa quanto mai significativa in relazione a quel mondo infantile che a tutti noi è appartenuto (e al quale Pagineacolori dedica il suo impegno da tanti anni) e nel quale, di fatto, il sorriso si evolve fino ad assumere per intero la sua vera valenza sociale.

Ecco,…il sorridere: quello che nella vita di ognuno di noi, fin dalla primissima infanzia, non è altro che  un effetto prodotto da stimoli sensoriali, acustici e  visivi innanzitutto , e che diventa  molto rapidamente una risposta selettiva specifica rivolta alle persone con cui un bambino instaura uno scambio reciproco.

E tale rimane, anche nella nostra vita di adulti.

Grazie allora di tutti gli ascolti, gli sguardi e i sorrisi con cui sono certa ricominceremo insieme a sfogliare queste nuove pagine a colori.

Roberta Angeletti

Allegato: Invito Pagine a Colori